Parigi amarcord..


Non ce n’è, per quanto voglia cercare di fare la distaccata alla fine sono una nostalgica..🙂

Sarà stato l’incontro di questo weekend con un caro amico conosciuto proprio lì, sarà che quest’anno ricorre il decimo anniversario dal mio Erasmus a Parigi – il che mi ricorda pure che sto invecchiando paurosamente.. aaarghh!!! – ma da un mesetto a questa parte mi è venuta immensamente voglia di tornare nella Ville Lumière.. che, anche se non la vedo ormai da anni, continuo a considerare un po’ come la mia seconda casa.

stèf versione parigina giardini de la tuileries

E’ bastato davvero poco, un aperitivo in un posto milanesissimo e quattro chiacchiere sulle nostre avventure da ventenni espatriati per scatenare un fiume di ricordi, emozioni ancora vive e, per l’appunto, la nostalgia canaglia.. sì, decisamente sto diventando vecchia!😦

Non ero mai stata a Parigi prima di andarci a vivere, né, per la verità, mi interessava farlo da turista.. anzi! Prima di arrivarci la ritenevo troppo istituzionale come meta, troppo.. ‘da adulti’ forse e quindi le avevo sempre preferito altre destinazioni per i viaggetti che avevo (da poco, del resto avevo 20 anni!) iniziato a fare. Anche per l’Erasmus, in realtà, Parigi e la Sorbona erano inizialmente la mia seconda scelta, visto che all’epoca ero in piena fase rock/punk e quindi sognavo l’anarchica Londra.. Una volta scoperto che la meta inglese non sarebbe stata la capitale ma una cittadina di provincia, ho pensato che alla fine i francesi non fossero poi così male e che avrei potuto dare una possibilità di farmi innamorare anche alla Tour Eiffel.🙂

Tour Eiffel

Come è poi capitato molte altre volte nella mia vita, insomma, la decisione migliore è stata un po’ frutto del caso.😀

E’ bastato pochissimo infatti, una volta arrivata, per farmi capire quanto tutti i miei preconcetti fossero sbagliati e per sentire che quella era davvero la MIA città.. molto più di quanto non abbia mai sentito Londra ogni volta che ci sono stata.

uscita della metropolitana di Parigi La Défense Notre Dame brasserie dietro al Centre Pompidou Sacre Coeur

Ci vogliono 9 mesi per mettere al mondo un figlio, io a Parigi ci sono rimasta 10. Non sono tornata incinta – fortunatamente!! (nonostante quello che si racconta sugli Erasmus e nonostante mia madre abbia avuto qualche sospetto visti i 10 Kg presi mangiando baguettes e crêpes a tutto spiano) – ma in tutto quel tempo sono cresciuta io e le esperienze vissute con i miei compagni di avventura di allora, ragazzi che come me erano partiti da soli o quasi con cui ci siamo trovati il primo giorno nella sala computer di Paris-Censier e lasciati sulla porta dell’aeroporto, mi hanno trasformato dalla bambina che ero.. nella ‘ragazzina’ che sono oggi. :-p

stèf & fé - Parigi 2003 stèf & fé - Parigi 2009 stèf & fé - Milano 2013

Mi ci sono voluti 5 anni, dopo la fine dell’Erasmus, prima di riuscire a tornare serenamente a Parigi e l’occasione è stata di ritrovarmi proprio con Fè, l’amico incontrato questo weekend e da cui scaturisce questo post amarcord. E’ stato strano rivedere i posti in cui ero ‘di casa’ nella mia vita parigina e che spesso non vengono minimamente toccati dai giri turistici classici: il Canal St. Martin, la rue Mouffetard, i bar à chicha in zona Oberkampf.. è stato strano soprattutto conoscere alcuni nostri successori, ragazzi italiani e non in Erasmus in quel momento, da cui cercare di capire se le abitudini fossero ancora le stesse: le crêpes (sì, sempre loro) più buone della città nel baracchino di fianco al McDo alla fermata Cluny-la Sorbonne cui non si darebbe 1 euro a vederlo, le serate d ‘n b gratis il primo mercoledì del mese al Rex o quelle organizzate alla Cité U, i falafel nel Marais e le pite greche a St Michel, i pomeriggi al parchetto di Place des Voges, la nightlife in zona Bastille..

Moulin Rouge

Visto che ora ne sono passati altri 5, di anni, sarebbe quindi l’ora di ritornare. Magari a giugno, per la Fête de la Musique, uno degli eventi cittadini che ricordo con più piacere e che ho letteralmente adorato.

pista di pattinaggio sul ghiaccio davanti all'Hotel de Ville

Riguardo le foto di allora e già mi sembra di essere di nuovo di fronte al Moulin Rouge o a quel ‘suppostone’ che è il Sacré Coeur, a pattinare sul ghiaccio sulla pista che allestiscono davanti all’Hotel de Ville o a ridere guardando un film francese nel cinema dentro Les Halles, a fare shopping sugli Champs Elysées o a vedere l’ennesima mostra al mio adorato Centre Popmipdou prima di andare a boire un verre in una delle brasserie lì intorno, a prendere il sole al Parc de la Villette o a fare un pic nic notturno sulla banchina dell’Ile de la Cité.. anzi, ora mi faccio subito una bella ricerca ‘voli per Parigi‘, alla faccia dell’impulsività!😉

4 pensieri su “Parigi amarcord..”

  1. Ho avuto la fortuna di vedere molti posti ma Parigi la porto sempre nel cuore. Il quartiere di Montmartre è il posto più affascinante che abbia mai visto: le strade, l’atmosfera: tutto è così bohémienne…

  2. È davvero incredibile leggere di persone che, a distanza di 10 anni da un’avventura in terra straniera, portano ancora impresso nella memoria questo ricordo mi(s)tico dell’Erasmus, ricordandone il fascino internazionale e l’atmosfera di “condivisione” che lo caratterizza. Straordinario!

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