Itinerario Sfizioso: Pescara fra arrosticini, luoghi Dannunziani e pallotte cace e ove


Dopo tutta una serie di itinerari nel Nord Italia, fra luoghi che hanno segnato più o meno la mia vita o che mi è capitato di raggiungere in scorribande del weekend mi sposto per la prima volta alla scoperta di una città del centro Italia: Pescara.

Per molti versi la città può essere considerata un grande museo all’aperto dedicato a D’Annunzio, moltissimi sono infatti gli ambienti consacrati al ‘Vate’, che vi nacque nel 1863, e i luoghi da lui frequentati che ne tengono alto il ricordo. In questo itinerario partiremo proprio da uno dei luoghi che celebrano il legame fra il poeta e la sua terra: la Pineta d’Avalos, che si trova nella parte meridionale della città, conosciuta anche come Pineta Dannunziana. Risalendo verso nord, passeremo per il centro storico del capoluogo dove ha sede il Museo della casa natale di Gabriele D’Annunzio, edificio settecentesco dichiarato monumento nazionale nel 1927, per poi dirigerci lungo le sponde del fiume Pescara e attraversare il Ponte del Mare progettato da Walter Pichler fino ad arrivare nella zona più moderna della città.

Itinerario Pescara

Antica e lussureggiante, la Pineta D’Avalos è uno dei pochi boschi costieri rimasti in Abruzzo e proprio con l’intento di proteggerla nel 2001 è stata istituita Riserva naturale di interesse provinciale. Nota per lo più con il nome della famiglia che al tempo dei Borboni possedeva il marchesato di Pescara, l’area è anche conosciuta come pineta Dannunziana perché era una delle mete preferite del poeta ogni qualvolta tornava a Pescara ed è probabile che lo ispirò nella composizione dei celebri versi della ‘pioggia nel pineto’, nonostante questa sia ambientata in una pineta della Versilia.

ex-Aurum

Nella zona a sud di Pescara in cui si trova la pineta si trovano anche numerosi edifici di interesse architettonico fra cui ville in stile liberty e l’ex opificio Aurum, atto alla produzione dell’omonimo liquore il cui nome fu coniato proprio da Gabriele D’Annunzio. Inizialmente pensato come un ‘elegante fabbricato a scopo di ritrovo’, successivamente denominato Kursaal, nel piano dell’architetto Liberi che prevedeva la realizzazione di un’attrezzatura di ricezione turistica per le attività balneari, fu trasformato in fabbrica nel 1921 dalla famiglia Pomilio che recuperò il progetto iniziale rimasto incompiuto. Nel 1939, l’architetto Giovanni Michelucci ampliò l’edificio a pianta circolare originale ricavandone una splendida opera architettonica che rispondeva all’esigenza di coniugare il criterio di funzionalità del Movimento Moderno con il principio di un’architettura “aperta al quotidiano dell’uomo”. Ai lati del Kursaal vennero quindi realizzate due appendici asimmetriche che diedero alla costruzione una forma a ferro di cavallo chiusa su una testata rettangolare, ma aperta su una corte centrale. Una volta che la fabbrica chiuse negli anni ’70, dopo decenni di abbandono, l’ex Aurum venne acquistato e recuperato nel 2003 dal Comune di Pescara per realizzare un centro culturale multifunzionale atto ad ospitare mostre, seminari, convegni, ecc. che ha ri-aperto nel 2007.

il centro storico di Pescara

Spostandoci in pieno centro storico incontriamo l”edificio settecentesco di proprietà della famiglia d’Annunzio dall’800 e dichiarato monumento nazionale nel 1927. Dal 1926 fu lo stesso poeta a incaricare Antonio Liberi del restauro dell’abitazione al fine di

la casa natale di Gabriele Dannunzio

commemorare la madre, incarico affidato poi due anni più tardi a Giancarlo Maroni, artefice del Vittoriale. Nel corso della seconda guerra mondiale l’edificio subì gravi danni a causa dei bombardamenti e nel 1949 vennero terminati gli ultimi interventi di restauro. Le stanze della casa conservano l’eleganza e la compostezza originarie e i vani del pian terreno, originariamente stalle e rimesse, sono state adibite a sale in cui vengono allestite mostre ed eventi culturali. Nel cortile si trova il pozzo dove il ‘Vate’ e i suoi fratelli solevano giocare mentre una scala introduce al ballatoio dove hanno sede la Biblioteca e il museo, le cui prime cinque stanze – che ne costituiscono il nucleo – sono presentate in successione e riportano la descrizione che lo stesso d’Annunzio ne fece nel ‘Notturno’. Nelle sale successive si possono invece ammirare documenti d’archivio, fotografie, cimeli e altri oggetti appartenuti al poeta e alla sua famiglia.

A due passi dalla casa di d’Annunzio, in via delle Caserme 95, si trova ‘Il Cortile’, piccolo ed elegante ristorante che propone piatti della tradizione cucinati con ingredienti biologici: arrosticini di pecora, formaggi e carne di montagna cotte ai carboni a legna, il tutto annaffiato da ottimi vini abruzzesi e internazionali.

arrosticini

Gli arrosticini sono il piatto principe della cucina abruzzese e in particolare delle zone pedemontane del Gran Sasso, spiedini di carne di castrato o di pecora chiamati anche rustelle. Nella preparazione ‘manuale’ (ovvero quella non in serie) la carne è tagliata con il coltello a tocchetti irregolari di varia dimensione infilati nelle ‘cippe’, gli spiedini, interponendo strati di carne magra a pezzetti di grasso sempre di pecora che li rende morbidi e profumati. Gli arrosticini sono poi cotti alla brace, normalmente su un braciere dalla forma allungata chiamato in base al dialetto fornacella o rustillire. Poiché la cottura è piuttosto lunga, la carne deve essere di ottima qualità. Nella versione originale gli arrosticini sono preparati con carne di castrato, ma vista la difficile reperibilità e la maggior morbidezza in molti casi si preferiscono quelli di pecora. In alcuni ristoranti esistono anche altre varianti preparate con carne di fegato di pecora o di agnello non castrato. La riuscita del piatto dipende molto dalla cottura, dalla griglia, dalla temperatura del fuoco ma soprattutto dall’abilità del cuoco. 

A dividere la zona nord e la zona sud del capoluogo Abruzzese è il fiume Pescara. Per collegare le due riviere e permettere di creare la

Ponte del Mare

necessaria continuità al Corridoio Verde Ariatico, la pista ciclabile in via di completamento che corre lungo la costiera adriatica da Ravenna a Santa Maria di Leuca, nel 2009 è stato inaugurato il Ponte del Mare. Si tratta di un moderno ponte strallato ciclo-pedonale progettato da Walter Pichler che, con i suoi 466m di lunghezza, è il più grande in Italia e uno fra i maggiori in Europa.

Situati sul lato nord del porto canale, l’antico porto romano ristrutturato che anticamente era uno dei più importanti per i collegamenti con Salona, si trovano i trabocchi. Si tratta di strutture in legno abitabili costruite su delle palafitte tradizionalmente usate per pescare.

Nella zona nord della città, quella delle vie dello shopping, si trova invece Piazza della Rinascita, più comunemente chiamata Piazza Salotto. Ridisegnata nel 2006 da professionisti locali sulla base di uno studio redatto dall’Università d’Annunzio sul restauro del Moderno, ospita una scultura dedicata a un elefante disegnata da Vicentino Michetti e l’opera ‘Huge Wine Glass’ dell’architetto giapponese Toyo Ito realizzata con un polimero plastico di nuova concezione ma collassata nel 2009 (e tuttavia tutt’ora visibile imbarcata in una gabbia d’acciaio). Vero e proprio salotto cittadino, la piazza è da sempre sede di eventi e manifestazioni, luogo di

la Nave di Cascella

svago e sede di un Urban Center in cui vengono allestite piccole mostre.

Proseguendo da piazza della Rinascita verso il lungomare si arriva in Piazza I Maggio dove si trova la Nave di Cascella, principale monumento della città. Costruito nel 1986 in marmo travertino fu inaugurato nel 1987 dopo essere stato esposto a Firenze in Piazza Santa Croce. La scultura rappresenta una barca a remi e rievoca la vocazione alla pesca della città e i prigionieri del Bagno borbonico sfruttati come rematori sulle navi fino al 1859.

Un’esperienza da non farsi mancare in una gita alla scoperta di Pescara è una cena al ristorante ‘C’era una volta’. Nascosto all’interno di un palazzo in una traversa del corso principale nella zona nord della città, questo circolo privato permette di vivere a pieno l’atmosfera della gente del luogo che si ferma a cena come se andasse a casa di un parente. Lo ‘zio’, il padrone di casa, offre piatti tradizionali abbondanti e ben conditi fra cui brodetto alla vastese, zuppa di farro, carne alla griglia e le ‘pallotte cace e ove’ polpette di formaggio, pane e uovo in salsa al pomodoro. Non esiste un menù fisso e la scelta è ristretta a pochi piatti di carne e di pesce anche se su richiesta e con anticipo è possibile ottenere un menù più ampio.

Un pensiero su “Itinerario Sfizioso: Pescara fra arrosticini, luoghi Dannunziani e pallotte cace e ove”

  1. “La riuscita del piatto dipende molto dalla cottura, dalla griglia, dalla temperatura del fuoco ma soprattutto dall’abilità del cuoco. ,,,” …. io direi anche dalla qualità della carne … ^ __ ^
    brava ste !!!

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