Itinerari Sfiziosi: Berghèm, de hura o de hòta?


Bergamo è una delle quattro città italiane, insieme a Ferrara, Lucca e Grosseto, il cui centro storico – chiamato anche Città Alta – è rimasto completamente circondato da mura che, a loro volta, hanno mantenuto pressoché intatto nel corso dei secoli il loro aspetto originario. Per raggiungerlo dalla parte bassa della città ci sono diversi modi: in auto – tranne nei fine settimana estivi e tutto l’anno la domenica pomeriggio, a piedi tramite gli ‘scorlazzini’ (scalinate che da più punti collegano i due nuclei urbani), con l’autobus o in funicolare.

Gli itinerari che hanno come destinazione Bergamo nella maggior parte dei casi prendono la città bassa semplicemente come punto di partenza per concentrarsi poi sulla scoperta del fulcro storico del capoluogo lombardo: la Città Alta appunto. A riprova invece che Bergamo ha molto da offrire anche nella sua parte più moderna, vorrei portarvi invece dal nucleo racchiuso dalle possenti mura venete per scendere alla scoperta delle zone in cui si concentrano la vita e le attività della maggior parte degli abitanti della provincia.

Itinerario Bergamo

Punto di partenza di questo itinerario è quindi la scenografica Piazza Vecchia, uno spazio armonioso di gusto rinascimentale che costituisce il fulcro del centro storico bergamasco. Chiusa a nord-est dal Palazzo Nuovo, che fu

PiazzaVecchia e il Palazzo Nuovo ©MarcoSPH83

sede municipale per oltre due secoli e ospita dal 1928 la Biblioteca Angelo Mai, la Piazza ospita la ex Chiesa di S. Michele all’Arco, documentata fin dal’897 e annessa a un monastero benedettino medievale scomparso nel XII secolo, il Palazzo del Podestà veneto affrescato da Bramante e il Palazzo della Ragione, che ne chiude il lato minore. Dalla Piazza è inoltre possibile accedere con un ascensore alla Torre Civica, anche detta Campanone, dalla cui sommità si gode una splendida vista e che ancora oggi alle 22 scocca i 100 colpi che in passato annunciavano la chiusura notturna dei portoni delle mura.

Superato il porticato del palazzo della Ragione arriviamo alla piccola piazza del Duomo, sulla cui destra è possibile osservare il Battistero costruito nel 1340 da Giovanni Campione e chiuso da una cancellata. Sulla piazza si affacciano anche la Basilica di Santa Maria Maggiore, costruita nel XII secolo e arricchita da intarsi i cui disegni sono attribuiti a Lorenzo Lotto, la Cattedrale dedicata al patrono della città, Sant’Alessandro, e la Cappella Colleoni, eretta come mausoleo del condottiero Bartolomeo Colleoni nel XV secolo.

Il Campanone ©MarcoSPH83

Passeggiando senza meta per i vicoletti del centro storico, soffermandoci davanti alle vetrine delle botteghe alimentari e degli artigiani, incontriamo alcuni dei più importanti musei cittadini fra cui il Museo Storico, il Museo Donizzettiano, quello Archeologico e l’Orto Botanico e anche numerose dimore storiche come il Palazzo Agliardi, il Palazzo Moroni e il palazzo Terzi. Queste ultime, ancora oggi abitate dai nobili proprietari ma aperte al pubblico nel tradizionale appuntamento primaverile domenicale del ‘Tour delle Dimore Storiche di Bergamo’, conservano al loro interno opere di notevole valore e interesse artistico: dai decori del Tiepolo, agli affreschi del Guarinoni d’Averara e ai lavori pittorici di artisti come Moroni, Luini e Baschenis.

Tutto il perimetro del centro storico è racchiuso da una cinta di mura venete, già esistenti in epoca romana vennero ricostruite nel corso del medioevo e successivamente rimaneggiate e modificate più volte. Agli inizi del ‘500, trovandosi in condizioni di estrema decadenza, furono ricostruite integralmente per decisione del Senato della Repubblica di Venezia, che da oltre un secolo dominava politicamente e territorialmente Bergamo. L’obiettivo era di rafforzare il confine del loro territorio di terraferma di cui a città costituiva l’estremità orientale, ma nonostante costituissero una delle più significative fortezze realizzate da Venezia e il risultato di concezioni difensive all’avanguardia, le mura non vennero mai utilizzate per azioni militari. Lasciate ad uso civile, agli inizi del secolo scorso vennero demilitarizzate e attorno ad esse iniziò la costruzione del viale interno. Con l’accompagnamento degli esperti del Gruppo Spleleologico ‘Le Nottole’ è anche possibile far visita ai sotterranei e alle cannoniere delle mura.

Posto esattamente all’arrivo della funicolare che collega la Città Alta e la Città Bassa, il ristorante ‘Caffé della

Casoncelli alla bergamasca

Funicolare’ offre oltre a una splendida vista anche una ricca scelta di piatti gustosi da cui farsi tentare: dai tipici casoncelli a un’ampia scelta di salumi e formaggi, dai gustosi dolci caserecci alle originalissime insalate.

Attraversata per ben 8 km dal fiume Morla, Bergamo Bassa nasce dallo sviluppo di alcuni borghi disposti lungo le principali vie di comunicazione che dai colli circostanti portavano al piano. Per questo motivo in passato si era soliti chiamare il centro storico ‘sità’ (città) e l’attuale Bergamo bassa ‘i borgh’ (i borghi). In particolare, i principali borghi che hanno creato la Città bassa sono Borgo Canale, Borgo San leonardo, Borgo San Tomaso, Borgo Santa Caterina, Borgo Pignolo e Borgo Palazzo.

Lo skyline di Bergamo da Città Alta ©MarcoSPH83

Nel ‘900 invece, venne creato da Marcello Piacentini quello che è oggi il quartiere centrale della Città Bassa, dove si trovano le sedi istituzionali del Comune, la Prefettura e la Provincia. Adiacente a questo quartiere si trova il Sentierone, il viale pavimentato che nei secoli scorsi era adibito a stazione per le carrozze trainate da cavalli, su cui si affacciano il teatro intitolato a Gaetano Donizzetti, la Chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano che conserva la pala di Lorenzo Lotto raffigurante la Madonna col Bambino e la Cappella della Madonna del Rosario. Arteria principale del centro ‘moderno’ della città è viale Papa Giovanni XXIII che va dalla stazione ferroviaria a Porta Nuova.

Sorto verso la fine del XVIII secolo col nome di Teatro Nuovo in una zona adibita a mercato costituita da un insieme di baracche di legno, il Teatro Donizetti fu uno dei primi teatri stabili in muratura costruiti sul suolo italiano. Bortolo Riccardi, ricco commerciante dell’epoca edificò il primo nucleo del teatro tutt’ora esistente, che prese il nome di teatro Riccardi e fu ufficialmente inaugurato il 24 agosto 1791. La struttura originaria fu tuttavia distrutta da un incendio nel 1797 e quella che oggi conosciamo, realizzata dall’architetto Giovanni Francesco Lucchini che aveva già progettato gli interni del teatro andato distrutto, fu inaugurata il 30 giugno 1800. Nel 1840, per la prima volta, Bergamo tributa una manifestazione pubblica al cittadino Gaetano Donizetti, presente in teatro per la rappresentazione della sua opera ‘L’esule di Roma’ e nel 1897, in occasione del centenario della nascita del compositore, nel corso delle solenni onoranze il Teatro Riccardi assume il nome odierno di Teatro Gaetano Donizetti.

Nella zona settentrionale della Città Bassa, invece, ha sede l’Accademia Carrara, sede di innumerevoli esposizioni artistiche. Costruita ad opera del conte Giacomo Carrara, mecenate e collezionista che lasciò un generoso lascito alla città di Bergamo alla fine del settecento, lo sviluppo dell’Accademia fu dapprima influenzato da Carlo Marenzi, che ne fu più volte presidente fino al 1851 e a cui i deve l’acquisizione di una Madonna del Mantegna e la valorizzazione di Giovanni Carnovali detto ‘il Piccio’, e successivamente da Guglielmo Lochis, che succeduto al Marenzi vi apportò la sua amplissima conoscenza ed esperienza artistica. Negli anni il museo ha continuato a incrementare il proprio patrimonio tramite acquisizioni e donazioni, arrivando oggi a possedere 1.800 dipinti risalenti dal XV al XIX secolo di artisti fra i quali Botticelli, Bellini, Raffaello, Mantegna, Tiepolo e Canaletto.

Nel 1991 all’Accademia si è aggiunta la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, situata nel complesso restaurato degli ex Monasteri delle Dimesse e delle Servite che hanno sede di fronte alla pinacoteca. Il museo conta dieci sale su tre piani raccoglie sculture, dipinti e disegni di artisti italiani e stranieri del Novecento, una raccolta di modelli per medaglie donata da Vittorio Lorioli, acqueforti di Trento Longaretti, incisioni di Giovanni fattori e di Carlo Carrà, due ambienti futuribili di Joe Colombo e un archivio di 623 fotografie. Dal giugno 1999, con l’acquisizione della Raccolta Gianfranco e Luigia Spajani, le collezioni permanenti si sono arricchite di opere di artisti del XX secolo come Boccioni, Balla, Morandi, De Chirico, Kandinsky e Manzù.

Non molto distante dall’Accademia Carrara, in via Broseta, si trova uno dei più rinomati ristoranti della città: l”Osteria D’Ambrosio – Da Giuliana’. Universalmente conosciuto  come ‘la Giuliana’, in omaggio alla sua proprietaria, una donna energica che conduce la cucina e le sale con piglio casereccio e autoritario tessendo le lodi dei suoi casoncelli. La cucina semplice ma curata e la simpatia e i modi della padrona di casa siglano il successo di quest’osteria capace di richiamare una clientela molto etoregenea: dal politico all’operaio, dal calciatore al conduttore televisivo all’impiegato.

2 pensieri su “Itinerari Sfiziosi: Berghèm, de hura o de hòta?”

  1. uhmmm.. la foto nn l’ho fatta io per cui non ti saprei dire con certezza.. potrebbe essere un aereo che atterra??lì vicino c’è orio al serio…

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