Itinerario Sfizioso: a caccia di tartufi nelle Langhe


Dopo aver girato in lungo e in largo la Lombardia, per l’ultimo itinerario dello scorso anno pubblicato sul blog di Olivia&Marino sono andata alla (ri)scoperta di un territorio piemontese, complice anche un cofanetto RegalOne che, fra le varie possibilità, includeva una degustazione nella cantina di Fontanafredda a Serralunga d’Alba. (Ri)scoperta perché nelle Langhe mi era già capitato di andare anni fa con mio padre, amante del mangiar bene e dei tartufi, ma in quell’occasione ci eravamo limitati alla città di Asti, che purtroppo a questo giro per mancanza di tempo ho dovuto saltare, per cui in definitiva si è trattato di una scoperta vera e propria.  :)

Partendo con qualche informazione linguistica, sembra che il significato dell’antico nome Langa, ‘lingua di terra’, sia da riferirsi alle sottili creste tra le colline che si susseguono nella zona piemontese fra il Monferrato e le Alpi Liguri. Un territorio che rispecchia lo stretto legame tra la natura e il lavoro dell’uomo, visto che dove un tempo c’era il bosco oggi si possono osservare i pendii disegnati dai vigneti. Ma anche un territorio tanto vario per composizione e specificità da conferire alla vite tratti distintivi di profumo, tempi di maturazione, grado alcolico, robustezza e longevità molto diversi per aree locali molto ristrette. Caratteristiche che fanno delle Langhe uno dei distretti vinicoli più ricchi di tutto il Piemonte, patria del Barolo, del Bararesco, del Dolcetto, Nebbiolo, Barbera d’Alba, Chardonnay, Roero Anreis e Moscato d’Asti. Ad accompagnare una tradizione vinicola di tale importanza, questa regione è patria di innumerevoli prodotti gastronomici tipici: dai formaggi illustri al salumi, dalle specialità a base di carni alle prelibatezze dolciarie legate alla nocciola tonda gentile delle Langhe.

Punto di partenza di questa prima escursione piemontese è dunque proprio la tenuta vinicola di Fontanafredda, antica residenza del Re Vittorio Emanuele II di Sardegna che si sviluppa per oltre cento ettari fra i comuni di Serralunga d’Alba, Barolo e Diano d’Alba, per una visita alle cantine ottocentesche in cui vengono prodotti e affinati i nobili rossi dal gusto austero e possente che tanto hanno reso famoso questo territorio, i bianchi della tradizione e gli spumanti a metodo charmat e il Brut Altalanga DOC Contessa Rosa. Dopo il piacere del vino proseguiamo il nostro percorso passando da Grinzane Cavour, comune poco lontano dove si trova il Castello medievale di proprietà della famiglia Cavour e sede dell’omonimo premio letterario, alla volta di quella che è la capitale economica e storica delle Langhe, la Città delle Cento Torri: Alba. Antico borgo murato che ha fatto del tartufo bianco una specialità celebrata ovunque, Alba domina sullo straordinario regno dei sapori delle Langhe. Ultima tappa del nostro percorso è infine Neive, eletto fra i Borghi più Belli d’Italia, dove concluderemo la gita gustando un altro prodotto d’eccellenza del territorio, il tartufo bianco.

itinerario nelle Langhe

Fontanafredda si trova nel cuore delle Langhe fra i comuni di Serralunga d’Alba, Barolo e Diano d’Alba, un mondo di

Fontanafredda

colline dalle origini antichissime votate fin dalle origini alla produzioni di grandi vini. E’ una tenuta di oltre cento ettari che nel 1858 divenne residenza privata di Vittorio Emanuele II Re di Sardegna e Rosa Vercelliana. Grazie alla passione e alla lungimiranza del figlio di Vittorio Emanuele, Emanuele Guerrieri conte di Mirafiori, la tenuta divenne nel 1878 un’azienda vitivinicola la cui produzione seguì, da subito, criteri innovativi che garantissero una costante attenzione alla produzione di vini di qualità, soprattutto Barolo. Le maestose cantine ottocentesche custodiscono ordinatamente le botti in rovere di Slavonia e barriques francesi in cui vengono affinati i nobili vini rossi da un minimo di 2 anni fino a 5 e oltre per il Barolo riserva, mentre quelle di più nuova costruzione sono dotate delle più innovative tecnologie necessarie ad esaltare le caratteristiche dei vini bianchi e degli spumanti. Una filosofia produttiva in cui tradizione e

La cantina

innovazione, esperienza e progresso tecnico si uniscono armoniosamente per conferire ai vini di Fontanafredda una personalità ricca di fascino che si sposi con la più generale espressione della grande tradizione vitivinicola piemontese. Il cuore della tenuta è ancora oggi la Villa Reale, edificio ottocentesco situato all’interno del parco secolare che ospita un hotel quattro stelle e il ristorante ‘Da Cesare’, gestito dal grande chef Cesare Giaccone che ha deciso di portare il suo estro e la sua trentennale esperienza  nella storica casa vinicola. Una sala con pochi tavoli per un ristorante aperto solo su prenotazione dal giovedì al lunedì: a pranzo cucinano i giovani allievi del grande chef di Albaretto Torre sotto la sua supervisione, mentre la sera ai fornelli c’è Cesare Giaccone in persona. All’interno della tenuta si trova inoltre la Bottega dei Vini, in cui è possibile acquistare i vini prodotti dalla storica casa vinicola e anche prodotti enogastronomici legati al territorio delle Langhe e del Roero. E’ possibile prenotare una visita completa delle cantine che comprende anche la degustazione di alcune etichette, fra cui lo spumante Contessa Rosa Altalanga, il Dolcetto La Lepre prodotto dai vigneti di Diano d’Alba e il Barolo Serralunga.

Il Castello di Grinzane Cavour

Allontanandosi da Fontanafredda per dirigersi verso Alba, incontriamo il piccolo comune di Grinzane, prennunciato in

Camillo Benso conte di Cavour

lontananza dall’imponente Castello medievale posto in posizione panoramica, immerso tra il verde e i vigneti circostanti. Le origini del maniero risalgono al 1200 e la cosa che lo contraddistingue rispetto agli altri presenti nella regione è l’intrecciarsi della sua storia con quella di uno dei principali protagonisti dell’Unità d’Italia: Camillo Benso di Cavour, che ne fu proprietario e vi soggiornò fra il 1832 e il 1849, nel periodo in cui fu Sindaco di Grinzane. Nel Castello sono infatti ancora conservati i suoi mobili, manoscritti e la Fascia Tricolore del Sindaco. Realizzato intorno all’alta torre centrale, il Castello ha una pianta quadrilatera e ospita l’Enoteca regionale Piemontese Cavour, prima nella regione, e il Museo Etnografico delle Langhe in cui si possono ammirare allestimenti sul Tartufo, rari oggetti dell’enogastronomia locale, ambientazioni della cucina albese del ‘600 e del ‘700, una bottega del bottaio e contadiniere da cortile. Al suo interno si trova anche un ristorante in cui è possibile degustare i piatti tipici della cucina albese accompagnati dai migliori vini della zona.

Continuando la risalita alla scoperta dell’Alta Langa, allontanandoci circa 5 Km da Grinzane arriviamo ad Alba, capitale economica e storica della regione. La città ha salde radici storiche, grazie soprattutto alla sua storia gastronomica: le botteghe dei tartufi, la tradizione pasticciera che vede fra gli ingredienti principe la nocciola tonda gentile delle Langhe e la ricca tradizione vinicola con le sue enoteche fanno da corollario a un centro storico ancora intimamente in stile medievale. Per comprendere la realtà di Alba città la cosa migliore è immergersi nel mercato settimanale che si tiene il sabato percorrendo via Maestra fino alla piazza del Duomo o fare un salto nell’antica piazza delle Erbe. La via Maestra, che poi sarebbe via Vittorio Emanuele, è anche il luogo ideale per ammirare l’espressione di stili architettonici diversi che caratterizzano gli edifici della città, dal medievale al liberty. All’inizio, in corrispondenza del civico n.11, si trova Casa Fontana la cui facciata è caratterizzata da un fregio rinascimentale in formelle in cotto fra il primo e il secondo piano. In esso si possono riconoscere suonatori, dame e cavalieri che danzano fra ghirlande fiorite. Proseguendo con la passeggiata, si incontrano il palazzo Serralunga e il Palazzo dei Conti Belli prima di incrociare due chiese: quella di Santa Maria Maddalena, che nel XVIII secolo fu meta di pellegrinaggi di fedeli che vi si recavano per visitare le spoglie della Beata Margherita di Savoia, e quasi di fronte la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, edificata su resti di mura romane ma completamente ricostruita in stile barocco nel 1760. Il patrimonio architettonico più caratteristico di Alba sono però le torri, costruite nel XIV e XV secolo, che facevano parte della cinta muraria medievale della città e che rappresentavano un notevole sistema di difesa. Anche se un tempo Alba era nota come la città delle cento torri, oggi ne rimangono poche e molte sono state abbassate al livello dei tetti o incorporate negli edifici. Quelle meglio conservate si trovano tra piazza Risorgimento e via Cavour.

La grande fortuna della città è ovviamente il commercio del tartufo bianco, il cui profumo caratteristico pervade tutta la città e in particolare la Galleria della Maddalena. Il rito di contrattazione delle trifole è tutto giocato sull’olfatto e il palpeggiamento, sapendo che i cercatori battono pazientemente i numerosi sentieri al chiaro di luna accompagnati dai cani addestrati. Gli antichi consideravano il tartufo un cibo degli Dei, i cui poteri afrodisiaci erano ben noti e utilizzati da Giove, e i ricettari romani consigliavano di cuocere i Tuberi sotto la cenere e di consumarli con il miele, mentre nel Medioevo si diffidava di loro temendone effetti velenosi. La consacrazione del tartufo arriva solo negli ultimi due secoli, alle corti dei nobili e poi grazie a Giacomo Morra venne identificato nel Tartufo Bianco il marchio ‘Alba’ e la tradizione culinaria oggi ammirata in tutto il mondo. Nell’Italia della ricostruzione ad Alba e sul territorio si formarono molte professionalità nuove specializzate nella cerca, nella commercializzazione, conservazione e cucina del Tartufo. Nel 1996 qui nacque inoltre il Centro Nazionale Studi Tartufo, specializzato nella ricerca e nella divulgazione della cultura tartuficola per garantire la qualità assoluta del prodotto. Il Mercato del tartufo Bianco d’Alba rimane infatti l’unico garantito, con un’analisi attenta di ogni esemplare per sanità e tipologia del prodotto commercializzato. Dal 1928 ogni anno, nel mese di ottobre, si svolge in città la Fiera del Tartufo Bianco. Nata come manifestazione collaterale alla Festa della Vendemmia, l’evento ha oggi assunto una forma autonoma e collateralmente ad esso si svolgono in vari punti della città numerosi eventi culturali e spettacolari.

Le dolci colline delle Langhe

Dopo la cittadina Alba, che rappresenta il comune più popoloso dopo il capoluogo della provincia di Cuneo, concludiamo la nostra gita nelle Langhe a Neive, iscritta fra i Borghi più Belli d’Italia. Le strade che portano a Neive attraversano il

Vigneti nelle Langhe

paesaggio tipico delle Langhe e sulle colline circostanti si producono quattro tipi di vini che hanno dato nome al circondario neivese di Terra dei Quattro Vini: Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Barbaresco e Moscato d’Asti. Il centro storico, fatto di stradine acciottolate che salgono verso la Torre dell’Orologio del XIII secolo e di eleganti palazzi in cotto conserva un impianto medievale e garantisce un’ampia vista sulle colline e i vigneti circostanti. L’ingresso al borgo è sorvegliato dalle cappelle cinquecentesche di San Rocco e San Sebastiano e superate le due porte si sale rapidamente verso il centro del paese. La parte più alta di Neive è nota come Pian Castello e anticamente segnava il confine geografico tra i due versanti della collina su cui sorge la città, divisa in Ripa Sorita – la parte soleggiata da mezzogiorno a sera – e Ripa Fredda, il versante che riceve i raggi del sole soltanto la mattina. Fra i palazzi storici meritano una menzione la Casaforte dei Conti Cotti di Ceres, anch’essa del XIII secolo, il Palazzo della contessa Demaria, poco lontano dal settecentesco Palazzo Bongioanni Cocito, il Palazzo dei Conti di Castelborgo, dimora signorile che ospita un’azienda vinicola, e gli attigui Giardini Conti di Castelborgo.

Situata nel centro storico di Neive, si trova La Contea, ristorante elegante ma dall’atmosfera famigliare che propone piatti della tradizione neivese. Ad esso è legata l’enoteca ‘Al Nido della Cinciallegra’, posta poco più avanti sull’altro lato della strada, in cui è possibile acquistare prodotti gastronomici locali. Il ristorante, che ha sede nelle sale storiche del Palazzo dei Conti Cocito, casaforte quattrocentesca restaurata in epoca barocca, regala agli ospiti un’atmosfera romantica e un po’ retrò. La Contea dispone anche di una locanda, sempre all’interno del Palazzo, le cui camere sono arredate con mobili d’epoca e offrono un panorama suggestivo sul mondo delle Langhe.

 

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