E guardo il Marocco da.. un finestrino!


il quaderno del Viaggio

30/12/’10

Siamo arrivati ad Agadir!

In tre giorni di viaggio in Marocco il paesaggio ha già cambiato faccia innumerevoli volte. Lussurioso e verdeggiante al nostro arrivo e fra Tangeri e Chefchauan/Fès, con stradine strette e dissestate a risalire i monti del Rif, campi e uliveti a perdita d’occhio invece costeggiano l’autostrada fino a Marrakech e da qui ad Agadir un primo assaggio di lande brulle e semi desertiche, anticipazione di quello che sarà poi il Sahara occidentale, lasciano infine il posto a dolci declivi di terra rossastra su cui spunta ogni tanto qualche cespuglio.

Il Marocco. Un altro Paese che mi ha sempre affascinato e a cui da molto speravo, spero!, di poter dedicare un viaggio di quelli come dico io.. un paio di settimane, itinerario appena abbozzato ma pronto a definirsi in base all’ispirazione del momento e on the road, ovviamente!

Chefchaouan

Ad oggi le aspettative sono state ampiamente soddisfatte per cui la voglia di tornare a vedere posti che abbiamo appena lasciato ma sfiorato solo di sfuggita, o che per forza di cose abbiamo deciso di ‘saltare’, già comincia a farsi sentire. Il primo impatto con Tangeri non è stato dei migliori, avendo vinto il controllo a campione con tanto di scansione dell’auto ci hanno tenuto in ballo un’oretta buona facendosi rimbalzare il mio passaporto da un controllore all’altro e lasciandomi spesso in dubbio sull’eventualità che sarebbero ritornati o meno.. Usciti in città però devo dire che siamo riusciti a destreggiarci abbastanza agilmente fra le mmmmmille strade piene di traffico per dirigerci verso la nostra prima destinazione in terra d’Africa: Chefhaouan. Questa piccola perla azzurra e bianca incastonata fra le montagne del Rif nella provinciali Tétouan mi ha letteralmente incantato. Sarà che la prima Medina non si scorda mai.. o che il colore scelto per dipingere le mura di tutti gli edifici del centro storico è il mio preferito. L’azzurro di Chouan che, come ci spiega Mustafa, è usato perché garantisce una temperatura fresca d’estate e calda d’inverno (come sia possibile la seconda non lo so, ma tant’è, ci fidiamo) e perché tiene lontano le zanzare ed è l’unico colore di cui è possibile dipingere gli edifici nella Medina, nessuna eccezione è concessa.

Fra la prima tajine, foto e riprese, due ore passano in fretta ed è già ora di ripartire, 300 Km circa ci separano da Fès che è la nostra prossima meta. Fa buio presto e ci ritroviamo a guidare immersi nelle tenebre cercando di evitare le buche sulla strada e le persone che camminano ai lati. Intorno sembra non ci sia altro che il nulla, chissà da dove arrivano e dove stanno andando.. Arriviamo a Fès verso le 8, stanchi, sporchi, ma soprattutto affamati e decidiamo di fiondarci nel primo hotel che troviamo immediatamente fuori dalla porta della Medina, attirati dal vicino parcheggio custodito in cui mettere al sicuro la WackMobile e dal prezzo incredibilmente basso della camera: meno di 5€ a testa! Molliamo i bagagli sui letti e usciamo di corsa alla scoperta della Medina prima che chiuda tutto, lasciando Aury a

la Medina di Fès by night

riposare visto che non sta bene. La ritroveremo profondamente addormentata qualche ora, una cena a base di brochettes (spiedini) e un paio di thè alla menta (finora ancora imbattuti dai successivi!) dopo. Riusciamo a goderci un pochino meglio la Medina il mattino successivo, perdendoci fra i vicoletti ma venendo prontamente salvati da Abdul, un ragazzo che ci mostra la più vecchia moschea di tutto il Marocco, spiegandoci la funzione di alcune travi poste nei dintorni del palazzo del fondatore di Fès: far abbassare la testa in segno di rispetto anche alle persone più alte. Abdul ci porta a spasso senza chiedere nulla, mostrando, spiegando e accompagnandoci in un ottimo bar a fare colazione, per il solo piacere di parlare italiano, lingua che non viene insegnata nelle scuole marocchine. Abdul, che parla cinque lingue ma non sa né leggere né scrivere e che non è mai uscito da Fès. Ancora una volta penso a quanto sono fortunata a aver modo di viaggiare tanto e venire in contatto con realtà e persone così diverse, che mi scuotono dalla realtà ovattata e abituata ad avere tutto in cui vivo per riportarmi alle cose essenziali. Mi chiedo se riuscirei mai a vivere qui, come mi è già capitato in Vietnam, in Cambogia e mille altri posti e penso che la risposta forse non sia tanto scontata.

colazione a Fès

Il tempo è tiranno e dobbiamo rimetterci in marcia. Marrakech ci appare dopo circa sei ore di autostrada, incasinatissima, piena di auto, pedoni, motorini e calessi che sbucano e si infilano da ogni parte.. Saigon era niente in confronto, o forse no? La ricerca di un alloggio si risolve con l’aiuto di un procacciatore locale. Nessun pericolo di

la Koutoubia a Marrakech

rimanere senza qualsiasi cosa in Marocco, c’è sempre qualcuno pronto ad aiutarti, anche quando non vuoi. Ci sistemiamo nel nostro riad in piena Medina, a due passi da Jmaa-el-Fna, la piazza principale della città. Di nuovo ci accampiamo (è il termine esatto considerando borse e borsoni che ci portiamo dietro) in uno stanzone con niente altro che non sia un lavandino e tre letti, ma già ci siamo abituati anche alle turche senza sciacquone. Ci immergiamo subito nella movida della Medina storica, giusto il tempo di farci fare un tatuaggio all’henné sulle mani e siamo al ristorante scelto da Manu per questa sera: la Terrasse des Epices. Il posto è molto suggestivo, una terrazza affacciata sulla Medina, peccato che di notte non si veda nulla!, ma anche molto chic e noi non siamo esattamente vestiti a modo. Nessuno però sembra preoccuparsene, sarà che basta pagare il conto, che ci costa quanto le ultime tre notti in hotel in quattro.. e forse anche di più. Torniamo in riad comunque soddisfatti da questa esperienza ‘à la page’, insolita e che rimarrà un unicum in questo Viaggio. Il mattino dopo decidiamo di andare a ritemprarci in hammam, prima di riprendere il cammino verso sud. Ne troviamo uno vicinissimo al riad e per nulla turistico, all’interno infatti nessun altro occidentale a parte noi.. anzi, per la verità proprio nessun altro a parte noi!Incredibilmente, forse, per gli orari marocchini siamo troppo mattinieri.. In realtà scopriremo dopo che nella zona maschile la situazione era diversa, ma

tatuaggi all'henné a Jmaa-el-Fna

nella parte in cui entriamo io, Simona e Aurore troviamo alla fine solo due donne marocchine che gentilmente spiegano a noi tre povere sprovvedute come funziona il tutto e si offrono (dietro pagamento.. strano!) di aiutarci con scrub e sapone nero. Il tutto in deshabillé direttamente sul freddo pavimento di piastrelle dello stanzone più interno, l’unico un po’ riscaldato.. ma non ci doveva essere una sorta di bagno turco??! Perplesse e vagamente insoddisfatte, noi, abituate ai trattamenti ‘full optional’ delle spa occidentali, non possiamo comunque fare a meno di ammettere che questa esperienza forte ci abbia decisamente rimesso in piedi dopo la notte passata insonne per colpa del russare di Manu.

Agadir ci attende e ci accoglie con il profumo (che alle cinque di pomeriggio è un po’ nauseabondo per la verità) del pesce fritto nei baracchini della zona del porto, dove poi andremo la sera. Agadir. La nostra tappa ‘comoda’. Comoda perché poco distante da Marrakech per cui siamo partiti e abbiamo viaggiato con calma per una volta e comoda perché

cena al mercato del pesce di Agadir

per la prima volta da quando siamo partiti ci siamo concessi una camera con bagno, che lusso! Anzi, due camere, visto che arriva anche Teo, giusto in tempo per festeggiare tutti insieme il capodanno. Ma un po’ di comodità ci serve, domani ci aspettano 600 Km in cinque fino a Tarfaya, ultimo avamposto prima di entrare nel Sahara occidentale vero e proprio. Il paesaggio cambia nuovamente , torna il verde, anche se di quel tono desaturato tipico delle regioni calde. Alla nostra destra ci accompagna in lontananza la linea dell’oceano mentre proseguiamo su una strada a due corsie, asfaltata sì ma piuttosto dissestata, su cui si susseguono immancabili i posti di blocco.. strano, tra l’altro, che non ci abbiano ancora fermato..

on the road

1/1/’11

Siamo arrivati a Tarfaya col buio anche oggi, pensavamo fosse una specie di piccolo accampamento invece l’abitato sembra piuttosto grande, vediamo subito un primo hotel passata la porta d’ingresso alla città, un paio di bar, un internet café e ancora gente in giro per strada. Proviamo a proseguire e arriviamo alla porta che conduce alla spiaggia. C’è un altro hotel qui, entriamo a chiedere il prezzo di una camera.. sembra lussuoso, chissà quanto ci spareranno?!

zuppa di granchio

Incredibilmente anche qui non arriviamo a 5€ a testa e in più avremo un ‘cenone’ di tutto rispetto: zuppa di granchio, che il gestore ci fa vedere ancora vivo.. è enorme e costa solo 8€ a testa!Come dire di no?

L’hotel è semi deserto, ci sono solo altre due tavolate vicino al nostro: un gruppo di 6-7 motociclisti francesi che avrebbero voluto raggiungere Dakar ma sono stati fermati alla frontiera Mauritana perché senza visti e 3 uomini che sembrano non aver nulla a che fare l’uno con l’altro. Si avvicinano incuriositi dalle nostre magliette e così facciamo conoscenza. Sono tre signori statunitensi che dopo aver

capodanno a Tarfaya

vissuto per molti anni in Eritrea dove hanno impiantato colture di cibo, si sono recentemente spostati in Sahara Occidentale per iniziare un progetto di coltura delle mangrovie utili per limitare il riscaldamento globale e aumentare il benessere delle popolazioni locali. Dividiamo con tutti il pandoro, dopodiché tiriamo mezzanotte giocando a Risiko. Vince Simo, fortunatamente abbastanza in fretta perché siamo tutti piuttosto provati dal viaggio in cinque nella Punto. Si corre a dormire, domani la sveglia suonerà di nuovo alle 6.30, faremo una breve sosta a Laayoune per lasciare Manu all’aeroporto per rientrare in Italia ed entreremo nel vivo di questo Viaggio: il deserto ci attende e noi non vediamo l’ora di scoprirlo.

tramonti marocchini

4 pensieri su “E guardo il Marocco da.. un finestrino!”

    1. davvero!! quest’inverno mi è mancato non tornarci, ma spero quanto prima di riuscire a fare il famoso giro on the road solo Marocco che mi sono ripromessa quando ho scritto questo post..🙂

  1. hi! thank you for letting me know.. I changed the graphic layout one-two months ago and I use safari, so I see it clear, but I will check with a pc..
    glad to know that you like the blog, I should update it actually…🙂

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