Itinerario Sfizioso: scacco a Monza in 4 mosse


In questo primo itinerario sul blog voglio portarvi a scoprire la città delle mie origini: Monza, già sede della residenza estiva dell’arciduca Ferdinando d’Austria e recentemente assurta a provincia lombarda.

Partiremo dal simbolo per eccellenza della città, la Villa Reale, e ci perderemo per i viali alberati del parco che la circonda – il più grande recintato da mura in Europa. Dopodiché ci immergeremo nell’atmosfera elegante del centro storico in una passeggiata lungo il Lambro fino alla piazza dell’Arengario, centro nevralgico delle ‘vie dello shopping’, proseguendo fino al Duomo che ospita la Corona Ferrea e la Croce del Berengario.

Una gita fuoriporta per chi abita o si trova a passare per Milano, che permetterà di cominciare ad assaporare i colori, più verdi e ariosi rispetto al capoluogo lombardo, e i sapori della Brianza.

mappa itinerario

Teatro di numerose mie scorribande, per lo più in bicicletta, il parco di Monza è uno dei luoghi più suggestivi dell’hinterland milanese. Perdersi fra i sentieri che lo attraversano in ogni sua parte, costeggiando il Lambro all’ombra degli alberi e fermandosi per un pic nic sul prato o per prendere un gelato alla Cascina del Sole, gettare un tozzo di pane alle papere che occupano il laghetto della Villa Reale o lanciarsi a tutta velocità a piedi o in bicicletta sulla parabolica nella parte ormai in disuso dell’autodromo sono solo alcune delle cose che si possono fare in questo polmone verde a soli 30 Km dal centro di Milano. La Villa Reale, di cui il parco costituiva la tenuta agricola e riserva di caccia, si apre alla vista di chi giunge a Monza in tutto il suo splendore al termine dell’ampio viale Cesare Battisti che, come accade anche a Versailles, sottolinea un percorso che collega la Villa al centro del potere. L’immagine che si presenta agli occhi di chi arriva dalle arterie principali di collegamento con Milano, l’hinterland brianzolo e con il Lecchese è estremamanete suggestiva, in particolar modo al tramonto.

la Villa Reale

La Villa Arciducale fu costruita nel 1780 da Giuseppe Piermarini su ordine di Maria Teresa d’Austria, che la dedicò al suo quarto figlio, l’Arciduca Ferdinando d’Austria già Governatore Generale della Lombardia austriaca. La scelta di Monza fu dovuta alla salubrità dell’aria e all’amenità del paese, oltre alla possibilità di rappresentare un legame fra Vienna e Milano, data la sua posizione di mezzo sulla strada verso la capitale imperiale. Il complesso neoclassico della Villa è costituito di tre corpi principali disposti a U, che delimitano un’ampia corte d’onore chiusa alle estremità dalla Cappella Reale e dalla Cavallerizza, da cui partono le ali più basse degli edifici di servizio. La fronte, rivolta a est, si apre sui giardini all’inglese anch’essi progettati dal Piermarini. Fra l’ala nord dell’edificio e l’Orangerie, oggi chiamata Serrone, si trova la Rotonda dell’Appiani, famosa per gli affreschi che la decorano realizzati da Andrea Appiani che

il Serrone

raffigurano diversi episodi della favola di Amore e Psiche. Nella seconda metà del XX secolo, davanti al Serrone è stato impiantato un vasto roseto nel quale annualmente, nel mese di maggio, viene indetto un concorso floreale, mentre l’edificio è oggi adibito a sede di mostre d’arte temporanee fra cui la Biennale Giovani Monza durante la quale vengono esposte le opere di trenta promettenti giovani artisti attivi su tutto il territorio nazionale. Nel periodo estivo, inoltre, i giardini ospitano numerosi concerti di importanti artisti del panorama musicale italiano e un ‘cinema sotto le stelle’. Se passate da queste parti il 24 giugno, fermatevi fino alla sera. Per la festa patronale di S. Giovanni, infatti, nel prato sul retro della Villa Reale viene allestito uno scenografico spettacolo pirotecnico a suon di musica.

Il parco, che con i suoi 688 ettari è il più grande recintato da mura in Europa, fu aggiunto alla Villa e ai suoi giardini nel 1808 per volere di Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleone e viceré del Regno d’Italia, da

il Parco di Monza

cui prese il nome di Villa Reale. Tenuto a bosco per un terzo della sua superficie e per il resto a prato, il parco ospita numerose cascine e mulini ad acqua, due ville settecentesche e l’Autodromo Nazionale di Monza, costruito nel 1922 per volere dell’Automobile Club di Milano per commemorare il venticinquesimo anno dalla fondazione. E’ tra gli Autodromi permanenti più antichi del mondo insieme a Indianapolis, Brooklands (caduto in disuso nel 1939 alla vigilia della seconda guerra mondiale e chiuso definitivamente nel 1945) e Montlhéry, e fu costruito in soli 110 giorni. Il progetto preliminare, che prevedeva una tracciato a forma di ‘otto’ lungo 14 Km, fu successivamente sostituito da un altro che prevedeva in gran parte l’utilizzo delle strade preesistenti nel Parco, limitando così l’abbattimento degli alberi, e il primo giro completo di pista fu percorso il 28 luglio da Pietro Bordino e Felice Nazzaro su una Fiat 570. Nei primi anni il Gran Premio d’Italia si svolse sul circuito completo di 10 Km, ma successivamente all’incidente del 1928 in cui il pilota Emilio Materassi perse il controllo dell’auto piombando sul pubblico assiepato a bordo pista sul rettilineo di arrivo uccidendo 20 spettatori e

l'Autodromo di Monza

ferendone altri 40 vennero effettuate diverse variazioni per ridurre la velocità del tracciato che oggi misura 5.793 metri. Dal 1991, con le modifiche al circuito di Silverstone, il tracciato brianzolo è il più veloce fra quelli iridati, con ben quattro lunghi rettilinei dove le auto di Formula 1 superano abbondantemente i 330 Km/h ed è per questo noto fra gli appassionati come ‘il tempio della velocità’. Oltre al Gran Premio d’Italia di Formula 1 il circuito monzese ospita numerose altre competizioni importanti fra cui la tappa italiana del Campionato mondiale Superbike, il WTTC e il Monza Rally Show.

Il parco è aperto al pubblico nelle ore diurne e può essere attraversato a piedi o in bicicletta. Al suo interno si trova inoltre uno dei ristoranti più rinomati di Monza, il Saint Georges Premier, location raffinata per eventi aziendali o ricevimenti privati che offre anche business lunch a partire da 23€  e un brunch domenicale a 35€.

Prendendo l’uscita laterale sulle destra della Villa Reale ci dirigiamo verso il centro di Monza, passeggiando lungo il fiume Lambro e addentrandoci nel rione San Gerardino da via Gerardo dei Tintori. Questo è uno dei rioni più carattersitici della città grazie alla suggestiva veduta prospettica delle case che si innalzano ai lati del fiume e del ponte che permette di attraversare il fiume per raggiungere il Tribunale e il centro.

il rione di San Gerardino

Sulla sponda del fiume, appena attraversato il ponte di San Gerardino, si trova il Mulino a Vino, una graziosissima enoteca posta all’interno di un vecchio mulino, di cui è possibile visitare l’adiacente museo da una sala del locale. Elegante e raffinato, arredato con mobili e oggetti d’epoca, questo wine bar vanta una selezione di vini di grande qualità di origine italiana, francese, americana, cilena e di molti altri Paesi. Di gran pregio è anche la scelta di liquori e distillati fra cui grappe, porto, cognac, wisky e sherry. Tutte le bevande possono inoltre essere accompagnate da una raffinata cucina con ampie selezioni di salumi, formaggi e pesci. A mezzogiorno l’enoteca propone pranzo a 10€, ma se vi ci recate per il dopo cena non lasciatevi sfuggire il piatto di degustazione dei dolci. Una ricca selezione di tutti i dessert proposti dalla casa, per finire in bellezza la giornata!

l'Arengario

Da via Gerardo dei Tintori, proseguendo e attraversando il Ponte dei Leoni, risaliamo per via Vittorio Emanuele fino a piazza Roma dove ci imbattiamo nell’Arengario, l’antico Palazzo Comunale di Monza che risale al XIII secolo ed è oggi adibito a sala espositiva per mostre e rassegne. Lo stile architettonico, con un porticato inferiore anticamente usato per il mercato a sostegno dell’ampia sala superiore, un tempo utilizzata per i consigli comunali e per le assemblee dei mercanti, si rifà al di poco precedente esempio del Palazzo della Ragione di Milano. Mentre sulla facciata anteriore è stata aggiunta nel 1330 una loggetta in pietra, in dialetto chiamata parlèra, da cui venivano letti i decreti comunali.

Piazza Roma costituisce un vero e proprio centro nevralgico da cui si dipanano le vie principali dello shopping monzese: via Italia, via Vittorio Emanuele e via Carlo Alberto. Qui si trova inoltre un ritrovo storico della Monza bene: il Bar Moderno.

Racchiuso nel cuore del centro storico si trova il Duomo di Monza, tappa finale di questo itinerario.

il Duomo di Monza

Dedicato a S. Giovanni Battista, il Duomo nella sua forma attuale risale al 1300 quando fu ri-edificato nel luogo dove sorgeva l’oraculum (dedicato sempre al Battista) voluto nel 595 da Teodolinda, regina dei Longobardi che aveva scelto Monza come sua residenza estiva. Al suo interno si trova il Museo Serpero, cui si accede dalla base del campanile, che conserva opere celeberrime dell’antichità tardo-romana e dell’alto medioevo, fra cui la dotazione di suppellettili liturgiche di cui fece dono all’oraculum Teodolinda, successivamente incrementata dal Re d’Italia Berengario I e dai Visconti. Fra i pezzi di maggior rilievo vi sono: la Corona Ferrea, un’antica e preziosa corona usata fino al XIX secolo per l’incoronazione dei Re d’Italia al cui interno vi è una lamina circolare di metallo che, da tradizione, dovrebbe essere stata forgiata con il ferro di uno dei chiodi che servirono alla crocifissione di Gesù; e la Croce di Berengario,un affascinante gioiello dell’oreficeria carolingia detto anche Croce del Regno perchè fu indossata nella cerimonia di incoronazione sia da Berengario I sia dai successivi Re d’Italia.

La nuova sede del Museo, ampliata e riaperta nel 2007, presenta oltre agli oggetti del Tesoro anche una serie di opere d’arte dal Trecento al Novecento mai esposte in precedenza.

4 pensieri su “Itinerario Sfizioso: scacco a Monza in 4 mosse”

  1. Buongiorno,
    iniziativa lodevole, ma c’è un contesto che in assoluto catalizza la maggior attenzione turistica a Monza: L’Autodromo!

    E’ possibile ipotizzare un percorso che lo comprenda?

    A presto
    Roberto Bianchi

    1. Ciao Roberto,
      grazie per il commento. Cercherò di integrare l’itinerario con qualche notizia in più anche sull’Autodromo nei prossimi giorni, è di sicuro uno dei punti di forza della città e della Brianza in generale!
      A presto,
      Stefania

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